Lightbox Effect

martedì 20 giugno 2017

Solstizio d'Estate 2017

Con la giornata di domani, al mattino presto, entriamo ufficialmente nell'estate astronomica (dato che quella meteorologica si fa iniziare per convenzione il giorno 1 Giugno). Tra poche ore, alle 06:24, si avrà il cosiddetto Solstizio d'Estate, che corrisponde in termini di 'giorno' a quello più lungo nell'emisfero settentrionale del pianeta, il nostro, e a quello più corto nell'emisfero meridionale. Il Sole oggi ha avuto, dal nostro punto di vista, l'elevazione più alta nel cielo diurno.

Ma, come possiamo vedere dall'immagine appena sopra, il Solstizio d'Estate avviene quando il nostro pianeta si trova nel punto più lontano al Sole di tutta la sua orbita! Questo può sembrare strano, visto che siamo nella stagione più calda. Quindi, come è possibile?

La risposta è semplice, e va a ricercarsi nell'inclinazione dell'asse terrestre, che come sappiamo è la responsabile del cambiamento delle stagioni sul nostro pianeta. Se questa fosse pari a zero, quindi in una ipotetica situazione avente l'asse di rotazione perfettamente perpendicolare al piano orbitale della Terra, non ci sarebbe alcuna variazione climatica stagionale: il concetto stesso di stagione verrebbe a mancare!
Se all'equatore, quindi, avremmo sempre la massima esposizione solare, ai poli il sole sarebbe costantemente sulla linea dell'orizzonte. Si avvertirebbero cambiamenti anche per quanto riguarda la durata del giorno e della notte, che sarebbe costante e sempre di dodici ore.

Ma dallo spazio invece, come appare la Terra ai due solstizi e agli equinozi? Grazie alle immagini del satellite Meteosat 9 possiamo apprezzarla praticamente e con sicuro impatto visivo:


Oggi, siamo nella prima immagine in basso a sinistra. A Settembre, saremo nell'immediatamente successiva, e così via fino a tornare di nuovo alla prima immagine.

Questa data, insieme alle altre tre annuali, è una delle più importanti in assoluto per l'umanità, sin da quando abbiamo iniziato le prime coltivazioni! E l'umanità non è certo rimasta 'a guardare': ha costruito monumenti, creato luoghi sacri, e venerato il Sole come entità divina. Si possono ritrovare indicazioni in tal senso in moltissime parti del mondo e in moltissime culture! Per chi volesse approfondire, ecco un interessante pezzo tratto da Wikipedia.

Concludiamo con un video sempre dal satellite geostazionario Meteosat 9, che mostra come le stagioni cambino, viste da 36000 Km di altitudine. Ovviamente non è il Sole a spostarsi, ma dal nostro punto di vista, il fenomeno appare tale, quando invece è la Terra a muoversi lungo l'orbita.


Buon Solstizio d'Estate a Tutti!
G. Petricca

venerdì 16 giugno 2017

La Levata Eliaca delle Pleiadi

Iniziamo direttamente con una fotografia, realizzata dall'autore qualche anno fa, prima dell'alba, nella quale possiamo osservare la Levata Eliaca dell'ammasso stellare delle Pleiadi. Di poco sopra le montagne si notano chiaramente le Sette Sorelle, anche con qualche nube leggera nel cielo.


Cosa c'è di così interessante nel vedere le Pleiadi sorgere tuttavia? Non è un evento che sembra particolare, e certamente non è inconsueto.
Potreste avere ragione ma in questa occasione, proprio al Solstizio d'Estate (il giorno in cui consiglio di fare questa osservazione) il sorgere di Messier 45 assume un significato tutto particolare, che va a risalire indietro nel tempo sino alle popolazioni primitive che abitavano la Terra.

Prima di andare oltre però, spendiamo un paio di parole sulla Levata Eliaca: questa definizione sta ad indicare il sorgere di un qualsiasi oggetto celeste (una stella, una costellazione, un pianeta, un ammasso, una nebulosa) poco prima dell'alba, e la sua conseguente visibilità per qualche tempo prima che la luce 'ingolfi' il cielo mattutino, dopo un periodo di non osservabilità.

Opposto a questa vi è il Tramonto Cosmico che apre il suddetto periodo di non visibilità.

Due definizioni che si vanno ad aggiungere per referenza sono la Levata Acronica, ovvero il sorgere ad est di un oggetto celeste al momento del tramonto del Sole e il Tramonto Acronico, suo esatto opposto.


Dove osservare? La direzione è Est Nord Est, e quest'anno saranno accompagnate dal brillante Venere e dalla piccola falce di Luna calante, proprio sulla destra dell'ammasso. L'immagine di riferimento è calcolata per le ore 4:30 del mattino, quando le Pleiadi avranno raggiunto una elevazione buona rispetto al terreno, in rapporto all'aumentare della luce nel cielo.

Tornando al significato che noi esseri umani abbiamo dato alla Levata Eliaca delle Sette Sorelle: ad esempio, i Maori della Nuova Zelanda identificavano questo ammasso con il nome di Matariki, e per loro la Levata Eliaca dello stesso corrispondeva con l'inizio del nuovo anno. Identica considerazione, con solo piccole variazioni, per i Mapuche del Sud America, e anche per il popolo degli Aztechi, che abitavano in parte dell'odierno Messico.

Per chi volesse approfondire, questo è un link molto interessante di cui consiglio la lettura (in inglese): https://en.wikipedia.org/wiki/Pleiades_in_folklore_and_literature

Insomma, una levata prima dell'alba per realizzare uno scatto, o semplicemente per osservare una vista che rappresenta una importante connessione tra la miriade di popoli che hanno vissuto e vivono sul nostro pianeta e tra il loro presente, il nostro passato, ed il nostro presente! Cosa volere di più dall'Astronomia?

Buone Osservazioni a Tutti.
G. Petricca

martedì 13 giugno 2017

Saturno in opposizione per il 2017!

L'opposizione del Signore degli Anelli è tra pochi giorni, esattamente il 15 Giugno alle 12:05 ora italiana. Queste sono e saranno proprio le settimane in cui il pianeta si troverà nella migliore posizione per essere osservato dalla Terra: avremo infatti ancora notti di osservazioni ottimali, con il pianeta che raggiunge la massima elevazione nel cielo tra la mezzanotte e la prima ora del nuovo giorno.


Nella foto sopra possiamo vedere il pianeta ripreso dalla sonda Cassini (© NASA/ESA/ASI), in orbita da molti anni, e che ci ha regalato innumerevoli immagini stupende come questa.

Come rintracciarlo, dato che ad occhio nudo appare simile ad una stella (solo con luce fissa)? La carta del cielo (creata con il software Stellarium) che potete vedere sotto si riferisce al giorno dell'opposizione intorno all'una, ora italiana. Saturno si trova nella costellazione dell'Ofiuco, con una magnitudine pari a 0. Il pianeta si sta inoltre avviando verso l'afelio della sua orbita (punto più lontano dal Sole) che avverrà nel 2018, quindi è un po' più lontano e un po' più piccolo in dimensioni apparenti rispetto a quello che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno e in quelli passati.


Saturno è il secondo gigante gassoso sia per ordine di distanza dal Sole sia per grandezza, dopo Giove. I suoi anelli, tuttavia, sono qualcosa che lo rende unico! Altri giganti hanno dei sistemi di anelli, ma nessuno come quelli di Saturno, e lo rendono facilmente individuabile anche a bassi ingrandimenti. 

Se osserviamo infatti con binocoli da 10x in su, puntando qualsiasi altro oggetto vedremmo un qualcosa di puntiforme. Se puntiamo Saturno, invece, potremo notare una forma oblunga e ovale, a causa degli anelli che circondano il corpo celeste.
Con piccoli telescopi riusciremo ad intuire la forma sferica del pianeta, e vedremo quando le condizioni del cielo sono buone, qualche dettaglio in più degli anelli. Non molto, ma comunque sempre una vista affascinante, specie se è la prima volta che lo si osserva.
Con telescopi di media grandezza e in buone condizioni di cielo si riesce facilmente a distinguere la separazione maggiore tra gli anelli stessi, la Divisione di Cassini.

Il pianeta sarà ancora in ottima posizione per osservazioni e fotografie per le settimane e i mesi a seguire, almeno fino alla fine di Luglio/inizio di Agosto. Quindi potete pianificare con calma tutte le vostre sessioni di osservazione, e nel caso, organizzare serate con amici per mostrare anche a loro questa meraviglia assoluta del nostro Sistema Solare.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

sabato 10 giugno 2017

Le Nubi Nottilucenti Estive

Le Nubi Nottilucenti non sono propriamente una materia astronomica, ma la loro origine è tracciabile a qualcosa che con l'astronomia c'entra molto, le meteore.

Ma facciamo un passo indietro, altrimenti si rischia di correre troppo. Queste nubi sono le più alte della nostra atmosfera, localizzabili a circa 75-85 Km dal suolo, nella regione denominata mesosfera. Infatti la loro denominazione in inglese è Polar Mesospheric Clouds, ovvero Nubi Polari Mesosferiche. Questa definizione ci fornisce anche una ulteriore indicazione su dove rintracciarle: la loro fascia principale di visibilità infatti si trova alle alte latitudini, dai 50° N ai 70° N. In rare occasioni si sono spinte anche più a sud, ma ci sono pochi rapporti al riguardo.


Nella foto sopra (©2014 P-M Hedén - Svezia) possiamo ammirarle in tutta la loro straordinaria bellezza! Sembrano, come l'autore stesso ha suggerito, delle 'Vene del Paradiso' per il loro aspetto. Un altro soprannome noto per queste strutture è 'Fulmini Congelati', e personalmente dico che sono entrambi appropriati.

Ma, tornando un attimo all'apertura dell'articolo, perchè ho citato le meteore in questo argomento? Un po' di storia, in breve. Non erano mai state notate prima del 1885, anno della disastrosa eruzione del vulcano Krakatoa in Indonesia. Si pensò quindi che si generassero addensandosi intorno alle polveri spinte sin così in alto dall'eruzione stessa. Ma poi anche ad anni di distanza, le stesse continuavano ad apparire, e studi decisamente più recenti hanno illustrato una nuova e più concreta possibilità.
Perchè le meteore? Per la loro genesi. Le Nubi Nottilucenti sono infatti composte di piccolissimi cristalli di acqua ghiacciata, non più grandi di 100 nanometri (1 nanometro = 1 miliardesimo di metro, o 1 milionesimo di millimetro) e da polveri finissime sospese a quelle altitudini.

Proprio queste polveri vanno a creare il primo nucleo di aggregazione per la formazione delle nubi mesosferiche, e sono polveri che derivano dalla disgregazione di micrometeoriti che entrano in contatto con l'atmosfera terrestre, rendendo questo fenomeno, in parte anche alieno! Poi entra in gioco l'ultimo fattore, le temperature estremamente negative, circa -120°C che sono necessarie per far condensare la bassissima percentuale d'umidità presente in loco (circa 1 milionesimo di quella del deserto del Sahara) in queste nubi.


Nell'immagine qui sopra (©NASA) possiamo vedere come appaiono invece dalla Stazione Spaziale Internazionale! E come loro stesse denotino chiaramente il passaggio dalla parte più alta della nostra atmosfera allo spazio vero e proprio (che per convenzione si fa partire dalla quota di 100km).

La loro struttura ha molteplici forme, alcune filamentose, come quelle nella prima foto, oppure altre che appaiono più granulose o con molti varchi interni. In questo sito trovate una esaustiva descrizione di tutte le varie tipologie oltre che ad altre stupende immagini!

La domanda che ci poniamo in conclusione d'articolo è: è possibile osservarle dal nostro paese? Possibile si, ma molto molto difficile. Innanzitutto sono favorite le regioni settentrionali, in particolar modo chi vive ad una elevazione sul livello del mare alta, e che abbia l'orizzonte orientale o occidentale sgombro da ostacoli come montagne o simili. Poi c'è solo da aspettare e avere pazienza: i mesi migliori sono quelli estivi, quando la mesosfera è più fredda (contrariamente a cosa si potrebbe pensare data la stagione in corso).
Si sono avuti rapporti di osservazioni a latutidini pari a quelle dell'Italia anche in altri continenti, come Asia e America, quindi la possibilità c'è, è solamente molto ristretta. Ma se doveste viaggiare verso nord in questo periodo, allora ricordatevi di 'buttare un occhio' da 30 a 45 minuti dopo il tramonto e lo stesso tempo prima dell'alba, quando il sole è tra i 6 e i 16 gradi sotto l'orizzonte locale.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

sabato 3 giugno 2017

Transiti Notevoli della Stazione Spaziale Internazionale - Giugno 2017

Appuntamento mensile con la rubrica che si occuperà di descrivere e fornire informazioni riguardo i passaggi visibili più importanti di due tra le più grandi opere ingegneristiche dell'uomo!


Sto parlando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): una stazione spaziale dedicata alla ricerca scientifica che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, rinnovandosi di missione in missione.





Qui di seguito invece, trovate un elenco riguardante i principali avvistamenti. Per tutti i transiti e gli avvisi al minuto invece potete recarvi sul canale Twitter @AstroPratica (che potete trovare e seguire sulla destra della pagina) e sul canale Facebook AstroPratica con messaggi dedicati.
La ISS sarà rintracciabile nei nostri cieli ad orari serali, quindi senza l’obbligo della sveglia al mattino prima dell’alba. Avremo cinque transiti notevoli con magnitudini elevate durante la prima decade del mese, auspicando come sempre in cieli sereni.

Si inizierà il giorno 4 Giugno, dalle 23:30 alle 23:35, osservando da NO ad ONO. La ISS sarà ben visibile da tutto il paese (in particolare dal Nord Italia) con una magnitudine massima si attesterà su un valore di -3.1. Un classico transito, individuabile senza alcun problema, anche se parziale.

Si replica, ancora con un passaggio parziale, il 6 Giugno, dalle 23:22 verso ONO alle 23:27 verso O. Visibilità migliore dall’Occidente italiano per questa occasione, con magnitudine di picco a -3.0. Osservabile senza problemi anche dal resto del paese, seppur meno luminosa.

Passiamo al giorno 7 Giugno, dalle 22:30 in direzione NO alle 22:36 in direzione ESE. Questo sarà un transito ottimamente osservabile da tutta la nazione, con una magnitudine massima di -3.7. Sperando come sempre in cieli sereni per uno dei due passaggi più spettacolari del mese.

Due giorni dopo, il 9 Giugno, la Stazione Spaziale transiterà dalle 22:21 alle 22:28, da ONO a S. Transito perfetto per le regioni Tirreniche e le due isole maggiori, Sardegna in particolare. Magnitudine massima a -3.2, e se osservata dal Centro Italia, la ISS passerà vicina al pianeta Giove, nella costellazione della Vergine.

L’ultimo transito notevole del mese, e anche l’ultimo di questo quintetto, sarà apprezzabile da tutta la nostra nazione, e osservabile da orizzonte ad orizzonte, il 10 Giugno. Dalle 21:29 alle 21:37, da NO a SE. Magnitudine di picco a -3.8. Il miglior passaggio del primo mese estivo.

N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono riferite ad un punto centrato sulla penisola, nel centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a causa del grande anticipo con il quale sono stati calcolati.
Buone Osservazioni a tutti!
G. Petricca

giovedì 1 giugno 2017

I Pianeti del Mese - Giugno 2017

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall'Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione.


Mercurio: per il pianeta Mercurio si verifica una situazione “simmetrica” tra la prima e la seconda parte del mese. All’inizio di giugno il pianeta è osservabile con difficoltà al mattino presto, molto basso sull’orizzonte orientale, dove sorge poco meno di un’ora prima del Sole. A fine mese invece si può tentare l’osservazione alla sera, quando tramonta meno di un’ora dopo il Sole. Tra questi due periodi Mercurio rimane inosservabile per gran parte del mese, a causa della congiunzione con il Sole, che si verifica proprio il giorno del Solstizio, il 21 giugno.


Venere: il pianeta è facilmente osservabile prima del sorgere del Sole. L’orario in cui sorge anticipa ulteriormente, da 2 ore a inizio mese a oltre 2 ore e mezza prima del Sole alla fine di giugno. Venere appare quindi come l’oggetto più luminoso del cielo orientale nelle ultime ore della notte. Venere completa l’attraversamento della costellazione dei Pesci, compie una breve escursione, il 10 giugno, nella Balena per poi attraversare la costellazione dell’Ariete. Il 28 giugno entra nella costellazione del Toro. Da segnalare, il 2 giugno, la congiunzione tra Venere e Urano.


Marte: ormai il pianeta rosso è praticamente inosservabile. Anche se mancano ancora alcune settimane alla congiunzione con il Sole, il pianeta è così basso sull’orizzonte occidentale, dove la sera tramonta poco dopo il Sole, da essere difficilmente individuabile nella luce del crepuscolo. Il 5 giugno lascia la costellazione del Toro e fa il suo ingresso nei Gemelli.


Giove: nel corso della prima parte della notte Giove è ancora l’astro più luminoso della volta celeste. Possiamo osservare il pianeta gigante a Sud – Ovest nelle prime ore della notte, poi ad Ovest, dove si avvia al tramonto. Giove si trova ancora nella costellazione della Vergine, dove il 10 giugno torna a muoversi con moto diretto, riprendendo il percorso che lo porterà a riavvicinarsi alla stella Spica.


Saturno: è arrivato il momento migliore dell’anno per osservare lo splendido pianeta con i suoi anelli. Il 15 giugno si verifica l’opposizione al Sole, condizione ideale per ammirare Saturno, che sarà osservabile per tutta la notte, al massimo della sua luminosità per l’anno in corso, ed alla minima distanza dalla Terra (circa 1.352 milioni di km.). Possiamo facilmente individuare il pianeta a Sud-Est nella prima parte della notte, a Sud nelle ore centrali e a Sud-Ovest prima dell’alba. Saturno si sposta lentamente con moto retrogrado nella costellazione dell’Ofiuco.


Urano: lo si può individuare ad Est nelle ore che precedono il sorgere del Sole. Nel corso del mese il pianeta anticipando il suo sorgere e pertanto incrementa la sua altezza sull’orizzonte orientale, dove lo si può individuare prima che le luci dell’alba prendano il sopravvento. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e l’uso di un telescopio rimane necessario per poterlo osservare. Il pianeta si trova ancora nella parte centrale della costellazione dei Pesci dove rimane per tutto l’anno in corso.


Nettuno: il pianeta è osservabile nel corso della seconda parte della notte. E’ possibile individuarlo a Sud-Est nelle ore che precedono il sorgere del Sole. Nel corso del mese il pianeta anticipa sensibilmente l’orario del suo sorgere: a fine giugno sorge già poco dopo la mezzanotte. A causa della sua bassa luminosità, inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo, per osservare Nettuno rimane indispensabile l’uso del telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.


Plutone: L’opposizione di Plutone è ormai imminente (avverrà il 10 luglio). A fine mese diventa quindi osservabile praticamente per tutta la notte. Data la sua luminosità molto bassa, è sempre indispensabile ricorrere ad un telescopio di adeguata potenza per effettuarne l’osservazione. Plutone è destinato a rimanere nella costellazione del Sagittario ancora per molti anni, fino al 2023.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

La Luna del Mese – Giugno 2017

Vediamo nel dettaglio, giorno per giorno, le fasi lunari che potremo osservare durante tutto il mese di Giugno 2017, grazie all’immagine a calendario che ci aiuta nel riunirle facilmente in un singolo colpo d'occhio (© Calendar12).


A questo link la troverete invece in una versione ad alta risoluzione, che potete anche stampare per avere un promemoria sempre con voi, oppure tenere comodamente sul vostro pc o dispositivo mobile.

Primo Quarto
01 Marzo
14:42
Luna Piena
09 Marzo
15:10
Ultimo Quarto
17 Marzo
13:33
Luna Nuova
24 Marzo
04:31

Ma ricordate, la nostra Luna mostra in ogni caso qualcosa di differente giorno per giorno, e se ne si ha la possibilità avendo a disposizione telescopi di piccola e media grandezza e tempo da dedicare, anche nell'arco di una sola notte! Quindi, vale sempre alzare gli occhi al cielo notturno, e osservarla, sia da vicino che da lontano!

Di seguito la tabella che mostra giorno per giorno gli orari di alba e tramonto del nostro satellite, riferiti alle latitudini medie italiane.



 (Le effemeridi sono prese dal sito www.marcomenichelli.it-)


Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

Il Sole del Mese - Giugno 2017

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica che si interessa, come il titolo può suggerire, di indicare gli orari di alba e tramonto del Sole per le principali città italiane. Ricordate MAI osservare il Sole direttamente con strumenti ottici, ne va della vostra vista!



Ed ecco quindi gli orari di alba e tramonto del Sole per i 20 capoluoghi di regione del nostro paese, ed anche per gli estremi orientali ed occidentali d’Italia. Potete comodamente cliccare su una delle città e il link vi porterà ad una pagina con le effemeridi annuali, dove gli orari sono rintracciabili in modo facile e veloce.



-Le effemeridi sono prese da: www.sunrisesunsetmap.com-


La tabella invece si riferisce agli orari di sorgere, culminazione, e tramonto del Sole per una posizione centrale del nostro paese: 



Le effemeridi sono prese dal sito www.marcomenichelli.it

Ancora una volta ricordate SEMPRE di non puntare MAI il Sole direttamente con gli occhi! Se volete provare ad osservare i dettagli della sua superficie, come le macchie solari, basterà possedere un piccolo telescopio. Posizionatelo in modo tale da far si che l’oculare proietti una immagine su un muro bianco, oppure potete costruire un piccolo schermo di proiezione con un foglio da disegno e una piccola tavola di legno. Una volta centrato il Sole, con un po’ di pazienza visto che NON si può guardare nell’oculare, e messo a fuoco, vedrete chiaramente le macchie (se presenti) stagliarsi sulla superficie del vostro schermo di proiezione, per osservarle in modo sicuro.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

domenica 28 maggio 2017

[Guida]: Come Osservare la Stazione Spaziale Internazionale!

Tutti conosciamo la Stazione Spaziale Internazionale (International Space Station - ISS): è una stazione spaziale, dedicata alla ricerca scientifica, che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. 

Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite (15/16 albe e tramonti) al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000 e l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a nove astronauti o cosmonauti. Qui la vediamo fotografata dallo Space Shuttle nella sua configurazione attuale, e proprio le sue dimensioni la rendono facilmente osservabile anche da terra, quando si presentano le occasioni giuste.


Ma, le domande alle quali vogliamo rispondere con questa guida sono: "Se non l'ho mai vista, cosa posso aspettarmi di osservare nel cielo? E cosa devo guardare con precisione?"

Cosa si Vede?

La Stazione Spaziale Internazionale, nei suoi transiti migliori, arriva ad una luminosità che può superare anche quella di Giove! E dopo la Luna e Venere, è l'oggetto più luminoso del cielo notturno: la sua magnitudine al culmine del transito varia da circa +1 ad oltre -4, con la regola, per le magnitudini, che più si va verso i valori negativi e più un'oggetto celeste (stella, satellite, pianeta) sarà luminoso nel cielo. Per la ISS se siamo sullo 0 occorrerà un cielo mediamente scuro per apprezzarla, ma se siamo sul -3, si riuscirà a vedere dal centro delle città più grandi senza problemi. Ma, giustamente, se non la si è mai osservata, non si sa cosa guardare con precisione, e si rischia di non vederla proprio!



Questa foto, scattata dall'autore del blog da Pisa, mostra cosa si osserva in una lunga esposizione: una linea che percorre il cielo, a volte per tutta la volta celeste, a volte interrompendosi lungo il cammino, in quanto entra nel cono d'ombra del nostro pianeta.

Naturalmente quando la andremo ad osservare con i nostri occhi, non vedremo una linea continua, ma un punto luminoso che si sposta abbastanza rapidamente (la media è di circa 7 minuti da orizzonte ad orizzonte, e quando è vicina al culmine si muove di circa 1 grado al secondo, equivalente a 2 diametri solari o lunari) nel cielo.

Immaginate una stella che non brilla e che si sposta, oppure un aereo che però non lampeggia, ma risplende di una luce fissa e bianca. Il seguente video, registrato da Michele Magni, a Milano, mostra chiaramente cosa si può osservare ad occhio nudo, ed è l'esempio perfetto per chi vuole individuarla per la prima volta.


La ISS non è purtroppo visibile di giorno, dato che la sua luminosità massima viene sempre ingolfata dalla luce del Sole, in ogni caso. Tuttavia, c'è una occasione nella quale è possibile osservarla: quando la stessa transita di fronte al disco solare o lunare!

In questi casi, possiamo vedere la sua silhouette stagliarsi nettamente, come un'ombra ben definita, sulla superficie di entrambi gli oggetti, come è possibile vedere in questa o in questa foto, ad opera di Thierry Legault.

Una guida dell'autore su come catturare questi particolari transiti si puó trovare su questo stesso Blog a questo indirizzo.

Altre domande che possono sorgere sono: "Perchè non la si vede transitare sempre nella stessa porzione di cielo? O perchè quando transita sull'Italia a volte non riusciamo ad avvistarla?"

Utilizziamo una immagine, realizzata gentilmente per il blog da Andrea Benassi e partiamo dalla seconda: riusciamo ad osservare la ISS con i nostri occhi quando il Sole è sotto l'orizzonte locale (quello del piccolo osservatore al Livello del Suolo) ma ai 400 km di altezza media della Stazione Spaziale la stessa continua ad essere illuminata dalla luce del Sole. E' come osservare il tramonto dall'alta cima di una montagna piuttosto che ai piedi della stessa: in cima il Sole tramonta poco tempo più tardi.
Quindi la ISS è ancora illuminata, anche se da noi, al suolo, è già notte. Tuttavia, se il Sole sarà sceso sotto l'orizzonte anche a quella quota la ISS sarà nel buio, invisibile ai nostri occhi.

Per la prima, è tutto dovuto alla sua orbita. Come detto, per rimanere alla sua altezza media compie circa 16 orbite al giorno. Tuttavia la Terra sotto di lei non rimane immobile, e continua a ruotare sul suo asse. Per questo motivo, dal punto di vista di un osservatore fisso sulla superficie del pianeta, la ISS si sposta sempre più da oriente verso occidente per ogni orbita compiuta dato che la Terra ruota nel senso opposto. Ed è per questo che la Stazione non transita due volte in giorni consecutivi (quando naturalmente possiamo osservarla di notte) nella stessa esatta traiettoria nel cielo. L'immagine, reperita online, ci fa vedere in blu le orbite passate, e in giallo quelle future e dimostra  quel che si è appena detto: per un'osservatore fisso sulla superficie del pianeta la ISS si sposta nel cielo da Ovest verso Est.

Come Fotografarla?

Finora abbiamo trattato il come e il cosa. Aggiungo, sul primo, che naturalmente può essere osservata anche con binocoli o telescopi, che permettono di intuirne la forma generale, oppure i secondi, che assicurano la realizzazione di stupende fotografie, estremamente dettagliate. Come questa di Alessandro Bianconi, realizzata con un Celestron C14 ed una montatura professionale che permette l'inserimento delle coordinate della ISS per inseguirla con profitto e realizzare queste spettacolari immagini, dalla superficie della Terra!


Ovviamente l'attrezzatura necessaria per realizzare una foto del genere è sicuramente fuori dalla portata dei più, ma si possono ottenere risultati ugualmente soddisfacenti anche con semplici fotocamere reflex con buoni teleobiettivi, o, al minimo, compatte con elevati zoom ottici, non digitali (e una buona mano ferma o meglio, un cavalletto).

In questo caso il 'trucco' è scattare fotografie con tempi di esposizione bassi, da 1/50 a 1/200 di secondo insieme ad una impostazione ISO 100-400, in modo da fissare la Stazione Spaziale senza che venga fuori la sua traccia oblunga. Se invece volete ottenere una scia estesa in un campo grandangolare, che attraversi la foto, vi basta esporre per 4 o più secondi, in riferimento al campo inquadrato. Fate delle prove per trovare il miglior compromesso con la vostra strumentazione.

Ed è importante anche il fatto di poter mettere a fuoco manualmente per fotografarla: in questo modo, focalizzando prima su una stella, o la Luna oppure un edificio/traliccio/albero molto lontano, avrete già impostato il fuoco migliore per poter ottenere qualche dettaglio, come la struttura della Stazione Spaziale stessa.

E gli Orari di Transito?

Per il dove e il quando, la risposta è semplice. Basta seguire questo blog, dove mese per mese verranno pubblicati elenchi comprensivi di tutti i transiti principali. Oppure, sulla sinistra, troverete sempre aggiornati, i successivi passaggi per il Nord, Centro e Sud Italia. Oppure, ancora, il profilo @AstroPratica su Twitter, o AstroPratica su Facebook, dove vengono pubblicati avvisi e allerte al minuto, e anche segnalati eventuali transiti lunari o solari, dato che in alcune occasioni come trattato, la Stazione Spaziale attraversa per uno o due secondi il disco della nostra stella, o del nostro satellite naturale.

Riguardo ai siti web, ecco i due principali dai quali tutti voi potrete ottenere, inserendo la vostra località, le previsioni per i transiti della Stazione Spaziale Internazionale.

Un suggerimento per facilitarvi le osservazioni: quando verranno forniti i dati saranno offerti in questo formato 'Ora Inizio Direzione Inizio - Ora Fine Direzione Fine' (es. 18:42 NO - 18:49 SE). Per aiutarvi, cercate dei punti di riferimento con il terreno -palazzi, alberi, montagne o similia- che vi rendano più rapido individuare i punti cardinali, se non avete a disposizione una bussola, che sia vecchio stile o sul cellulare. Oppure, se siete familiari con le costellazioni nei vari periodi dell'anno, potete usare le loro stelle come punti di riferimento.

Inoltre, considerate l'acquisto o il reperire un orologio radiocontrollato, che vi permetta di avere con precisione l'orario effettivo in modo da non perdere il transito per quei pochi minuti in cui eravate 'indietro' o 'avanti'. Anche un cellulare va benissimo, se ha il controllo dell'orario in remoto (ormai quasi tutti lo hanno), e le app che consiglio in chiusura saranno utili anche per questo.


Il perchè... perchè osservare la Stazione Spaziale Internazionale sorvolare la nostra testa? Alla fine, è solo un punto che si muove, un satellite come un altro, no? Non c'è nulla di più errato al riguardo.

La ISS è l'apice della nostra tecnologia in moltissimi campi, e non è un apice da punto di arrivo, ma un apice da punti di partenza! La ricerca ci porta avanti in innumerevoli applicazioni pratiche, avvantaggiate dalle condizioni a bordo, che ci fanno progredire in tutti i settori, da quello medico a quello psicologico a quello tecnologico.

Inoltre, è abitata permanentemente da più di 10 anni, come detto in apertura. Ci sono delle persone, come noi, che vivono e lavorano all'interno e ammirano il nostro piccolo pianeta azzurro dall'alto dello spazio! E se non è una emozione questa, poter osservare un oggetto così grande costruito dall'uomo in una collaborazione internazionale, con astronauti impegnati nel lavoro, e nello svago di apprezzare il nostro pianeta, non so proprio cos'altro potrebbe esserlo.


Concludo elencando tre app gratuite, per i tre maggiori SO dei moderni smartphone, che possono aiutare nell'identificarla con avvisi e mappa del cielo in tempo reale.


Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

venerdì 26 maggio 2017

[Guida]: Riprendere i Transiti Solari/Lunari della ISS

In un'altra Guida si è gia parlato di come osservare e rintracciare la Stazione Spaziale Internazionale nel cielo notturno. Potete trovarla a questa pagina sempre sul Blog.

La ISS è una stazione spaziale, dedicata alla ricerca scientifica, che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite (15/16 albe e tramonti) al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000 e l'equipaggio, da allora, si è avvicendato più  e più volte, variando da due a nove astronauti o cosmonauti.

Di seguito si tratterà di come osservare la ISS in una particolare condizione, ovvero quando va a transitare di fronte al disco della Luna o del Sole. Questi transiti sono molto rapidi, nell'intorno di un singolo secondo, e quindi occorrorreranno due elementi fondamentali: massima precisione temporale, e massima precisione spaziale. Ovvero, bisognerà essere nella posizione geografica corretta e conoscere l'esatta ora di transito al secondo.


Nella foto qui sopra -scattata dall'autore- possiamo vedere come può apparire un transito solare della Stazione Spaziale Internazionale. Oltre alle consuete macchie solari (zone della fotosfera della stella relativamente più fredde rispetto all'area circostante) si nota chiaramente la forma, la silhouette, della ISS stagliarsi sulla superficie.

Come sapere quando e dove ci sarà un Transito?


Un nuovo sito, recentemente sviluppato, offre un servizio nettamente intuitivo e facile da usare:
TransitFinder.com. Basterà indicare la propria posizione su una mappa, l'intervallo temporale nel quale si vuole ricercare un transito, e la distanza che si è disposti a viaggiare per osservarlo. Il sito fornirà una grafica con tutti i dettagli necessari.


Per utenti più esperti, invece, c'è la possibilità di utilizzare il sito web CalSky.com è di grande aiuto, in particolare in queste due pagine:

Transiti Solari della ISS - Transiti Lunari della ISS che mostrano su una mappa terrestre (a fianco) tutte le linee da prendere come riferimento per poter catturare un transito solare/lunare. In pratica, chi si trova sulla linea, all'orario indicato può avere la possibilità di osservare questo particolare fenomeno.

Si può utilizzare anche il programma Stellarium (http://www.stellarium.org/it/) una volta individuato il punto dal quale osservare il transito.

In questo modo si avrà la conferma della direzione di viaggio della ISS. In alcuni casi può essere utile sapere se procederà da destra verso sinistra o viceversa, in particolare se si prevedono scatti più dettagliati della Stazione Spaziale, ad ingrandimenti maggiori.


In base alle indicazioni fornite in queste mappe quindi, bisognerà cercare di posizionarsi il più vicino possibile alla linea centrale del transito. Più ci si riuscirà a recare verso questa linea e più si avrà occasione di riuscire a catturare l'intero evento con successo.

Come si può inoltre facilmente vedere questi Transiti sono davvero 'esclusivi', andando ad interessare a volte fasce larghe solamente pochi km. Se non ci si potrà spostare si dovrà necessariamente attendere una situazione più favorevole per la propria posizione, dato che in fondo non sono poi così rari (una media di circa 15 Transiti Solari e 15 Transiti Lunari al mese).

Cosa utilizzare per riprendere un Transito Solare o Lunare?

Qui la situazione potrebbe sembrare più complessa a prima vista, ma non lo è in realtà. Occorre naturalmente una determinata strumentazione, ma che non è totalmente fuori dalla portata della maggioranza degli appassionati

Partiamo con l'equipaggiamento più economico: una digitale Reflex (consigliata, ma potreste provare anche con una Bridge, a patto che abbia la modalità manuale) su cavalletto, un teleobiettivo -o equivalente- che vada dai 200 mm in su, e un filtro solare astronomico OBBLIGATORIO per i Transiti Solari (per i Lunari naturalmente non occorre).

L'equipaggiamento più costoso invece comprende un telescopio con relativa montatura motorizzata (possibilmente un rifrattore, più semplice e leggero da trasportare), una camera di ripresa planetaria che sia capace di catturare al suo massimo campo inquadrato almeno il 75% della superficie del Sole o della Luna (evitate quindi l'uso di Lenti di Barlow e similia), e ancora una volta un filtro solare astronomico OBBLIGATORIO se si riprende il Sole (anche in questo caso, non occorre alcuna precauzione per la Luna).


In questa seconda fotografia possiamo osservare come appare un Transito Lunare della ISS, ripreso da Andrea Vanoni sempre durante l'anno in corso. In questo caso, a differenza della prima immagine realizzata con una Reflex e teleobiettivo da 500 mm, è stato utilizzato un telescopio, e si possono intravedere maggiori e netti dettagli della Stazione Spaziale.

Naturalmente il secondo metodo (il più costoso) è quello che garantisce i maggiori risultati, ma anche il primo può condurre a ottime esperienze e fotografie.

Accessori Indispensabili

Sappiamo quindi quale attrezzatura utilizzare, e sappiamo anche dove recarci e quando scattare. Tutto quel che occorre ora è un moderno smartphone, possibilmente fornito con GPS e connessione ad internet:

il primo strumento ci aiuterà a raggiungere con precisione il luogo scelto mentre il secondo, tramite connessione al sito http://www.time.gov/ ci fornirà l'ora esatta da un precisissimo orologio atomico. Se non potete avere internet per quest'ultima cosa è fortemente consigliato l'acquisto di un orologio radiocontrollato, che vi permetta di avere con precisione l'orario effettivo in modo da non perdere il passaggio per quei pochi secondi in cui eravate 'indietro' o 'avanti'. Un'alternativa è quella di controllare ed eventualmente regolare l'ora fornita dal proprio orologio prima di recarsi sul luogo del transito, utilizzando il sito fornito appena sopra.

Come detto, la precisione deve essere essenziale e totale. Non si può iniziare a scattare o a riprendere neanche con un secondo di ritardo, in quanto ormai la ISS sarà già transitata.

Al Momento del Transito

Preparate tutto con calma e con attenzione, anche con 30/45 minuti di anticipo, controllate la vostra posizione, e tenete sempre un occhio rivolto all'orario: può succedere che in momenti concitati come questo si perda la cognizione del tempo.

Quando sarete pronti, se utilizzerete una Reflex impostate l'autoscatto a 10 secondi per evitare vibrazioni di sorta. Quindi impostate una ISO elevata e il diaframma al valore di apertura maggiore di cui disponete: questo perché il tempo di esposizione di ogni singola foto deve essere molto breve, nell'ordine di 1/2000 di secondo. Data infatti la velocità di Transito della ISS (ricordiamo che l'intero evento si svolge in un singolo esatto secondo in media) con tempi di esposizione più lunghi si rischia di ottenere una strisciata, piuttosto che 'fermare' la sagoma della Stazione Spaziale sul disco della nostra stella o della Luna.

Potreste anche tentare con l'opzione video HD/FullHD della vostra Reflex, ma non lo raccomando. Questo perché se da un lato si avranno maggiori frame per secondo registrati (quindi un maggior possibile successo di cattura), dall'altro la risoluzione rispetto ad un file RAW fotografico rimane in un abisso. Se nella vostra zona questi transiti sono frequenti, provate entrambi i modi e potrete facilmente notare la differenza.

Se invece osserverete con un telescopio e andrete a riprendere con una webcam planetaria, tutto quello che dovrete fare è iniziare a filmare con circa 1/2 minuti di anticipo ed interrompere la ripresa circa 1/2 minuti dopo l'orario previsto di transito, al valore di fps maggiore di cui potete disporre. Questo vi garantirà la sicurezza di aver catturato il tutto. Ricordate, in entrambi i casi, di non sovraesporre le immagini o le riprese, dato che in questo caso la ISS sarà come 'annegata' nella luce e non risulterà visibile, anche se era proprio lì!

Note Finali

Una nota a margine riguarda la cattura a maggiore risoluzione (e quindi maggiori ingrandimenti) di un Transito Solare o Lunare della ISS. In questo caso non andremo ad inquadrare tutto il disco solare/lunare, ma solo una porzione ristretta dello stesso.

In questo caso, se si utilizzano Lenti di Barlow o telescopi a focale nativa maggiore, è meglio programmare con ancor più precisione la zona di cattura. Il software Stellarium ci viene nuovamente incontro, dato che inserendo con precisione le coordinate del luogo da dove osserveremo il passaggio, potremo ottenere anche la zona da inquadrare (molto più semplice nel caso della Luna, in quanto la superficie craterizzata offre molti più punti di riferimento).
Attenzione però, in questo caso la velocità di transito della Stazione Spaziale sarà molto più elevata, e quindi bisognerà accordare i tempi di cattura in modo adeguato, per 'fermare' la sua silhouette e ottenere il dettaglio desiderato.

Una volta catturato il vostro transito, basterà elaborare gli scatti o i filmati con i software classici come Photoshop, GIMP, AutoStakkert o Registax. E potrete dire di aver visto e ripreso con successo l'oggetto tecnologico più avanzato costruito dall'uomo sfrecciare davanti al Sole o la Luna!

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

domenica 19 marzo 2017

Equinozio di Primavera 2017

Domani, alle 11:28 ora italiana, entreremo ufficialmente nella primavera astronomica. Precisamente a quell'ora, avremo il cosiddetto Equinozio di Primavera, che corrisponde ad una uguale durata del giorno e della notte per tutto il nostro pianeta. Il Sole attraverserà, dal nostro punto di riferimento, l'equatore verso nord.


Questa immagine sopra ci può aiutare a capire la posizione del nostro pianeta in riferimento a questi momenti salienti della sua orbita. Come possiamo vedere, la Terra si sta allontanando dalla posizione più vicina al Sole per raggiungere l'Afelio (punto più lontano dalla stella) durante l'Estate. Questo può sembrare strano, come è possibile?

La risposta, e va a ricercarsi nell'inclinazione dell'asse terrestre, che come sappiamo è la responsabile del cambiamento delle stagioni sul nostro pianeta. Se questa fosse pari a zero, quindi in una ipotetica situazione avente l'asse di rotazione perfettamente perpendicolare al piano orbitale della Terra, non ci sarebbe alcuna variazione climatica stagionale: il concetto stesso di stagione verrebbe a mancare!
Se all'equatore, quindi, avremmo sempre la massima esposizione solare, ai poli il sole sarebbe costantemente sulla linea dell'orizzonte. Si avvertirebbero cambiamenti anche per quanto riguarda la durata del giorno e della notte, che sarebbe costante e sempre di dodici ore.

Ma dallo spazio invece, come appare la Terra ai due solstizi e agli equinozi? Grazie alle immagini del satellite Meteosat 9 possiamo apprezzarla praticamente e con sicuro impatto visivo:


Oggi, siamo nell'immagine in alto a destra. A Giugno, per il Solstizio d'Estate, saremo in quella in basso a sinistra, e così via fino a tornare di nuovo alla prima immagine.

Questa data, insieme alle altre tre annuali, è una delle più importanti in assoluto per l'umanità, sin da quando abbiamo iniziato le prime coltivazioni! E l'umanità non è certo rimasta 'a guardare': ha costruito monumenti, creato luoghi sacri, e venerato il Sole come entità divina. Si possono ritrovare indicazioni in tal senso in moltissime parti del mondo e in moltissime culture! Per chi volesse approfondire, ecco un interessante pezzo tratto da Wikipedia.


Concludiamo con un video sempre dal satellite geostazionario Meteosat 9, che mostra come le stagioni cambino, viste da 36000 Km di altitudine circa! Ovviamente non è il Sole a spostarsi, ma dal nostro punto di vista, il fenomeno appare tale, quando invece è la Terra a muoversi lungo l'orbita.


Buon Equinozio di Primavera a Tutti!
G. Petricca

venerdì 3 marzo 2017

Transiti Notevoli della Stazione Spaziale Internazionale - Marzo 2017

Appuntamento mensile con la rubrica che si occuperà di descrivere e fornire informazioni riguardo i passaggi visibili più importanti di due tra le più grandi opere ingegneristiche dell'uomo!


Sto parlando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): una stazione spaziale dedicata alla ricerca scientifica che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, rinnovandosi di missione in missione.





Qui di seguito invece, trovate un elenco riguardante i principali avvistamenti. Per tutti i transiti e gli avvisi al minuto invece potete recarvi sul canale Twitter @AstroPratica (che potete trovare e seguire sulla destra della pagina) e sul canale Facebook AstroPratica con messaggi dedicati.
La Stazione Spaziale Internazionale tornerà ad attraversare i nostri cieli al mattino, prima dell’alba. Per questo riportiamo i transiti maggiormente evidenti e luminosi visibili da gran parte della nazione in modo da valorizzare ogni sveglia nel mese che introduce la Primavera.

Il giorno 5 Marzo, dalle 05:37 alle 05:44 osservando da OSO a NE. La Stazione Spaziale Internazionale sarà ben visibile da tutto il nostro paese, con preferenza per il Centro-Nord, per una magnitudine massima di -3.3. Visibile senza alcun problema anche dai centri urbani più grandi.

Il giorno dopo, 6 Marzo, dalle 04:46 alle 04:52 osservando da ESE a ENE. La Stazione Spaziale Internazionale sarà ben visibile da tutto il nostro paese, principalmente dal Centro-Sud in un transito parziale. Magnitudine di picco a -3.0, appena uscita dall’ombra della Terra, che renderà facilmente visibile nel cielo del mattino.

Saltiamo di circa due settimane, arrivando al 20 Marzo, quando dalle 05:18 alle 05:27 e da NO a SE tutta Italia sarà nuovamente interessata dal transito. La magnitudine massima sarà di -3.3, e se osservata dal Centro, transiterà vicina a Vega (nella Lira) ed Arturo (nell’Aquila) durante il passaggio.

Ancora un transito parziale, visibile principalmente dal Centro-Sud, il 23 Marzo da ESE verso SE, dalle 04:20 alle 04:25. La ISS avrà una magnitudine di -3.0 al suo picco (appena uscita dall’ombra terrestre) e con il meteo favorevole non si avranno problemi ad avvistarla.

L’ultimo passaggio notevole, il giorno 28 Marzo, avverrà alla sera, dopo il tramonto, introducendo i transiti di Aprile. Visibile da tutta Italia, dalle 20:42 verso SO alle 20:49 verso ENE, con una magnitudine di picco di -3.4. Osservata dal Centro Italia, la ISS transiterà vicino alla costellazione di Orione, prossima al tramonto.

Giorno
Ora Inizio
Direzione
Ora Fine
Direzione
Magnitudine
05
05:37
OSO
05:44
NE
-3.3
06
04:46
ESE
04:52
ENE
-3.0
20
05:18
NO
05:27
SE
-3.3
23
04:20
ESE
04:25
SE
-3.0
28
20:42
ENE
20:49
ENE
-3.4

N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono riferite ad un punto centrato sulla penisola, nel Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a causa del grande anticipo con il quale sono stati calcolati
Buone Osservazioni a tutti!
G. Petricca