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martedì 20 giugno 2017

Solstizio d'Estate 2017

Con la giornata di domani, al mattino presto, entriamo ufficialmente nell'estate astronomica (dato che quella meteorologica si fa iniziare per convenzione il giorno 1 Giugno). Tra poche ore, alle 06:24, si avrà il cosiddetto Solstizio d'Estate, che corrisponde in termini di 'giorno' a quello più lungo nell'emisfero settentrionale del pianeta, il nostro, e a quello più corto nell'emisfero meridionale. Il Sole oggi ha avuto, dal nostro punto di vista, l'elevazione più alta nel cielo diurno.

Ma, come possiamo vedere dall'immagine appena sopra, il Solstizio d'Estate avviene quando il nostro pianeta si trova nel punto più lontano al Sole di tutta la sua orbita! Questo può sembrare strano, visto che siamo nella stagione più calda. Quindi, come è possibile?

La risposta è semplice, e va a ricercarsi nell'inclinazione dell'asse terrestre, che come sappiamo è la responsabile del cambiamento delle stagioni sul nostro pianeta. Se questa fosse pari a zero, quindi in una ipotetica situazione avente l'asse di rotazione perfettamente perpendicolare al piano orbitale della Terra, non ci sarebbe alcuna variazione climatica stagionale: il concetto stesso di stagione verrebbe a mancare!
Se all'equatore, quindi, avremmo sempre la massima esposizione solare, ai poli il sole sarebbe costantemente sulla linea dell'orizzonte. Si avvertirebbero cambiamenti anche per quanto riguarda la durata del giorno e della notte, che sarebbe costante e sempre di dodici ore.

Ma dallo spazio invece, come appare la Terra ai due solstizi e agli equinozi? Grazie alle immagini del satellite Meteosat 9 possiamo apprezzarla praticamente e con sicuro impatto visivo:


Oggi, siamo nella prima immagine in basso a sinistra. A Settembre, saremo nell'immediatamente successiva, e così via fino a tornare di nuovo alla prima immagine.

Questa data, insieme alle altre tre annuali, è una delle più importanti in assoluto per l'umanità, sin da quando abbiamo iniziato le prime coltivazioni! E l'umanità non è certo rimasta 'a guardare': ha costruito monumenti, creato luoghi sacri, e venerato il Sole come entità divina. Si possono ritrovare indicazioni in tal senso in moltissime parti del mondo e in moltissime culture! Per chi volesse approfondire, ecco un interessante pezzo tratto da Wikipedia.

Concludiamo con un video sempre dal satellite geostazionario Meteosat 9, che mostra come le stagioni cambino, viste da 36000 Km di altitudine. Ovviamente non è il Sole a spostarsi, ma dal nostro punto di vista, il fenomeno appare tale, quando invece è la Terra a muoversi lungo l'orbita.


Buon Solstizio d'Estate a Tutti!
G. Petricca

venerdì 16 giugno 2017

La Levata Eliaca delle Pleiadi

Iniziamo direttamente con una fotografia, realizzata dall'autore qualche anno fa, prima dell'alba, nella quale possiamo osservare la Levata Eliaca dell'ammasso stellare delle Pleiadi. Di poco sopra le montagne si notano chiaramente le Sette Sorelle, anche con qualche nube leggera nel cielo.


Cosa c'è di così interessante nel vedere le Pleiadi sorgere tuttavia? Non è un evento che sembra particolare, e certamente non è inconsueto.
Potreste avere ragione ma in questa occasione, proprio al Solstizio d'Estate (il giorno in cui consiglio di fare questa osservazione) il sorgere di Messier 45 assume un significato tutto particolare, che va a risalire indietro nel tempo sino alle popolazioni primitive che abitavano la Terra.

Prima di andare oltre però, spendiamo un paio di parole sulla Levata Eliaca: questa definizione sta ad indicare il sorgere di un qualsiasi oggetto celeste (una stella, una costellazione, un pianeta, un ammasso, una nebulosa) poco prima dell'alba, e la sua conseguente visibilità per qualche tempo prima che la luce 'ingolfi' il cielo mattutino, dopo un periodo di non osservabilità.

Opposto a questa vi è il Tramonto Cosmico che apre il suddetto periodo di non visibilità.

Due definizioni che si vanno ad aggiungere per referenza sono la Levata Acronica, ovvero il sorgere ad est di un oggetto celeste al momento del tramonto del Sole e il Tramonto Acronico, suo esatto opposto.


Dove osservare? La direzione è Est Nord Est, e quest'anno saranno accompagnate dal brillante Venere e dalla piccola falce di Luna calante, proprio sulla destra dell'ammasso. L'immagine di riferimento è calcolata per le ore 4:30 del mattino, quando le Pleiadi avranno raggiunto una elevazione buona rispetto al terreno, in rapporto all'aumentare della luce nel cielo.

Tornando al significato che noi esseri umani abbiamo dato alla Levata Eliaca delle Sette Sorelle: ad esempio, i Maori della Nuova Zelanda identificavano questo ammasso con il nome di Matariki, e per loro la Levata Eliaca dello stesso corrispondeva con l'inizio del nuovo anno. Identica considerazione, con solo piccole variazioni, per i Mapuche del Sud America, e anche per il popolo degli Aztechi, che abitavano in parte dell'odierno Messico.

Per chi volesse approfondire, questo è un link molto interessante di cui consiglio la lettura (in inglese): https://en.wikipedia.org/wiki/Pleiades_in_folklore_and_literature

Insomma, una levata prima dell'alba per realizzare uno scatto, o semplicemente per osservare una vista che rappresenta una importante connessione tra la miriade di popoli che hanno vissuto e vivono sul nostro pianeta e tra il loro presente, il nostro passato, ed il nostro presente! Cosa volere di più dall'Astronomia?

Buone Osservazioni a Tutti.
G. Petricca

martedì 13 giugno 2017

Saturno in opposizione per il 2017!

L'opposizione del Signore degli Anelli è tra pochi giorni, esattamente il 15 Giugno alle 12:05 ora italiana. Queste sono e saranno proprio le settimane in cui il pianeta si troverà nella migliore posizione per essere osservato dalla Terra: avremo infatti ancora notti di osservazioni ottimali, con il pianeta che raggiunge la massima elevazione nel cielo tra la mezzanotte e la prima ora del nuovo giorno.


Nella foto sopra possiamo vedere il pianeta ripreso dalla sonda Cassini (© NASA/ESA/ASI), in orbita da molti anni, e che ci ha regalato innumerevoli immagini stupende come questa.

Come rintracciarlo, dato che ad occhio nudo appare simile ad una stella (solo con luce fissa)? La carta del cielo (creata con il software Stellarium) che potete vedere sotto si riferisce al giorno dell'opposizione intorno all'una, ora italiana. Saturno si trova nella costellazione dell'Ofiuco, con una magnitudine pari a 0. Il pianeta si sta inoltre avviando verso l'afelio della sua orbita (punto più lontano dal Sole) che avverrà nel 2018, quindi è un po' più lontano e un po' più piccolo in dimensioni apparenti rispetto a quello che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno e in quelli passati.


Saturno è il secondo gigante gassoso sia per ordine di distanza dal Sole sia per grandezza, dopo Giove. I suoi anelli, tuttavia, sono qualcosa che lo rende unico! Altri giganti hanno dei sistemi di anelli, ma nessuno come quelli di Saturno, e lo rendono facilmente individuabile anche a bassi ingrandimenti. 

Se osserviamo infatti con binocoli da 10x in su, puntando qualsiasi altro oggetto vedremmo un qualcosa di puntiforme. Se puntiamo Saturno, invece, potremo notare una forma oblunga e ovale, a causa degli anelli che circondano il corpo celeste.
Con piccoli telescopi riusciremo ad intuire la forma sferica del pianeta, e vedremo quando le condizioni del cielo sono buone, qualche dettaglio in più degli anelli. Non molto, ma comunque sempre una vista affascinante, specie se è la prima volta che lo si osserva.
Con telescopi di media grandezza e in buone condizioni di cielo si riesce facilmente a distinguere la separazione maggiore tra gli anelli stessi, la Divisione di Cassini.

Il pianeta sarà ancora in ottima posizione per osservazioni e fotografie per le settimane e i mesi a seguire, almeno fino alla fine di Luglio/inizio di Agosto. Quindi potete pianificare con calma tutte le vostre sessioni di osservazione, e nel caso, organizzare serate con amici per mostrare anche a loro questa meraviglia assoluta del nostro Sistema Solare.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

sabato 10 giugno 2017

Le Nubi Nottilucenti Estive

Le Nubi Nottilucenti non sono propriamente una materia astronomica, ma la loro origine è tracciabile a qualcosa che con l'astronomia c'entra molto, le meteore.

Ma facciamo un passo indietro, altrimenti si rischia di correre troppo. Queste nubi sono le più alte della nostra atmosfera, localizzabili a circa 75-85 Km dal suolo, nella regione denominata mesosfera. Infatti la loro denominazione in inglese è Polar Mesospheric Clouds, ovvero Nubi Polari Mesosferiche. Questa definizione ci fornisce anche una ulteriore indicazione su dove rintracciarle: la loro fascia principale di visibilità infatti si trova alle alte latitudini, dai 50° N ai 70° N. In rare occasioni si sono spinte anche più a sud, ma ci sono pochi rapporti al riguardo.


Nella foto sopra (©2014 P-M Hedén - Svezia) possiamo ammirarle in tutta la loro straordinaria bellezza! Sembrano, come l'autore stesso ha suggerito, delle 'Vene del Paradiso' per il loro aspetto. Un altro soprannome noto per queste strutture è 'Fulmini Congelati', e personalmente dico che sono entrambi appropriati.

Ma, tornando un attimo all'apertura dell'articolo, perchè ho citato le meteore in questo argomento? Un po' di storia, in breve. Non erano mai state notate prima del 1885, anno della disastrosa eruzione del vulcano Krakatoa in Indonesia. Si pensò quindi che si generassero addensandosi intorno alle polveri spinte sin così in alto dall'eruzione stessa. Ma poi anche ad anni di distanza, le stesse continuavano ad apparire, e studi decisamente più recenti hanno illustrato una nuova e più concreta possibilità.
Perchè le meteore? Per la loro genesi. Le Nubi Nottilucenti sono infatti composte di piccolissimi cristalli di acqua ghiacciata, non più grandi di 100 nanometri (1 nanometro = 1 miliardesimo di metro, o 1 milionesimo di millimetro) e da polveri finissime sospese a quelle altitudini.

Proprio queste polveri vanno a creare il primo nucleo di aggregazione per la formazione delle nubi mesosferiche, e sono polveri che derivano dalla disgregazione di micrometeoriti che entrano in contatto con l'atmosfera terrestre, rendendo questo fenomeno, in parte anche alieno! Poi entra in gioco l'ultimo fattore, le temperature estremamente negative, circa -120°C che sono necessarie per far condensare la bassissima percentuale d'umidità presente in loco (circa 1 milionesimo di quella del deserto del Sahara) in queste nubi.


Nell'immagine qui sopra (©NASA) possiamo vedere come appaiono invece dalla Stazione Spaziale Internazionale! E come loro stesse denotino chiaramente il passaggio dalla parte più alta della nostra atmosfera allo spazio vero e proprio (che per convenzione si fa partire dalla quota di 100km).

La loro struttura ha molteplici forme, alcune filamentose, come quelle nella prima foto, oppure altre che appaiono più granulose o con molti varchi interni. In questo sito trovate una esaustiva descrizione di tutte le varie tipologie oltre che ad altre stupende immagini!

La domanda che ci poniamo in conclusione d'articolo è: è possibile osservarle dal nostro paese? Possibile si, ma molto molto difficile. Innanzitutto sono favorite le regioni settentrionali, in particolar modo chi vive ad una elevazione sul livello del mare alta, e che abbia l'orizzonte orientale o occidentale sgombro da ostacoli come montagne o simili. Poi c'è solo da aspettare e avere pazienza: i mesi migliori sono quelli estivi, quando la mesosfera è più fredda (contrariamente a cosa si potrebbe pensare data la stagione in corso).
Si sono avuti rapporti di osservazioni a latutidini pari a quelle dell'Italia anche in altri continenti, come Asia e America, quindi la possibilità c'è, è solamente molto ristretta. Ma se doveste viaggiare verso nord in questo periodo, allora ricordatevi di 'buttare un occhio' da 30 a 45 minuti dopo il tramonto e lo stesso tempo prima dell'alba, quando il sole è tra i 6 e i 16 gradi sotto l'orizzonte locale.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

sabato 3 giugno 2017

Transiti Notevoli della Stazione Spaziale Internazionale - Giugno 2017

Appuntamento mensile con la rubrica che si occuperà di descrivere e fornire informazioni riguardo i passaggi visibili più importanti di due tra le più grandi opere ingegneristiche dell'uomo!


Sto parlando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): una stazione spaziale dedicata alla ricerca scientifica che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali. Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27743,8 km/h, completando 15,7 orbite al giorno, in poco più di 90 minuti ad orbita. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, rinnovandosi di missione in missione.





Qui di seguito invece, trovate un elenco riguardante i principali avvistamenti. Per tutti i transiti e gli avvisi al minuto invece potete recarvi sul canale Twitter @AstroPratica (che potete trovare e seguire sulla destra della pagina) e sul canale Facebook AstroPratica con messaggi dedicati.
La ISS sarà rintracciabile nei nostri cieli ad orari serali, quindi senza l’obbligo della sveglia al mattino prima dell’alba. Avremo cinque transiti notevoli con magnitudini elevate durante la prima decade del mese, auspicando come sempre in cieli sereni.

Si inizierà il giorno 4 Giugno, dalle 23:30 alle 23:35, osservando da NO ad ONO. La ISS sarà ben visibile da tutto il paese (in particolare dal Nord Italia) con una magnitudine massima si attesterà su un valore di -3.1. Un classico transito, individuabile senza alcun problema, anche se parziale.

Si replica, ancora con un passaggio parziale, il 6 Giugno, dalle 23:22 verso ONO alle 23:27 verso O. Visibilità migliore dall’Occidente italiano per questa occasione, con magnitudine di picco a -3.0. Osservabile senza problemi anche dal resto del paese, seppur meno luminosa.

Passiamo al giorno 7 Giugno, dalle 22:30 in direzione NO alle 22:36 in direzione ESE. Questo sarà un transito ottimamente osservabile da tutta la nazione, con una magnitudine massima di -3.7. Sperando come sempre in cieli sereni per uno dei due passaggi più spettacolari del mese.

Due giorni dopo, il 9 Giugno, la Stazione Spaziale transiterà dalle 22:21 alle 22:28, da ONO a S. Transito perfetto per le regioni Tirreniche e le due isole maggiori, Sardegna in particolare. Magnitudine massima a -3.2, e se osservata dal Centro Italia, la ISS passerà vicina al pianeta Giove, nella costellazione della Vergine.

L’ultimo transito notevole del mese, e anche l’ultimo di questo quintetto, sarà apprezzabile da tutta la nostra nazione, e osservabile da orizzonte ad orizzonte, il 10 Giugno. Dalle 21:29 alle 21:37, da NO a SE. Magnitudine di picco a -3.8. Il miglior passaggio del primo mese estivo.

N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono riferite ad un punto centrato sulla penisola, nel centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a causa del grande anticipo con il quale sono stati calcolati.
Buone Osservazioni a tutti!
G. Petricca