Lightbox Effect

giovedì 9 febbraio 2017

Eclisse Lunare di Penombra - 11 Febbraio 2017

Tra poco meno di 48 ore (nella notte tra il 10 e l'11 Febbraio) avremo una elusiva Eclisse Lunare di Penombra da osservare comodamente, sempre meteo permettendo, da tutta la nostra penisola. L'evento avverrà circa quattro giorni dopo il transito della Luna al perigeo (punto più vicino alla Terra) della sua orbita, e sarà probabilmente uno dei migliori nella categoria.

Ma in prima istanza, cos'è una eclisse di penombra? Tutti sappiamo che una eclisse si verifica quando un corpo celeste, come un pianeta o un satellite, si colloca tra una sorgente di luce (ad esempio il nostro Sole) ed un altro corpo: in altre parole, il secondo corpo entra nel cono d'ombra del primo.


In questo caso, è la Terra a frapporsi tra la Luna e il Sole, ma il nostro satellite non attraverserà il cono d'ombra del nostro pianeta, bensì il cono di penombra che circonda il precedente (riferitevi alla figura appena sopra). 

Non avremo quindi a che fare con una Luna che si tingerà di colori intensi che virano al rosso o all'arancione, ma il massimo che potremo osservare sarà una diminuzione di luminosità che, partendo dal suo bordo settentrionale andrà a sfumare gradualmente verso il basso, come è visibile in questa immagine (dove appunto è il bordo superiore ad essere interessato dall'eclisse, a cura di Mohsen Salahshour Ch, da Tonekabon, Mazandaran, Iran).


Il fenomeno sarà, come detto, visibile dal nostro paese, che si trova in una posizione sicuramente favorevole alla sua osservazione. Ecco gli orari chiave, per gli osservatori Italiani, che riguardano le tempistiche di entrata ed uscita dal cono di penombra della Terra da parte del nostro satellite, che sono illustrati anche nell'immagine sotto:
  • 23:34:16 (10 Febbraio) - Primo contatto del disco lunare con il cono di penombra. La Luna sarà ad una elevazione di circa 60 gradi sull'orizzonte, perfettamente rintracciabile.
  • 01:45:03 (11 Febbraio) - Massimo dell'Eclisse - La Luna è a circa 50 gradi di elevazione, osservando verso SSO. La percentuale di oscuramento è al suo picco sul bordo settentrionale, e diventa facilmente riconoscibile anche ad occhio nudo.
  • 03:53:26 (11 Febbraio) - Ultimo contatto del disco lunare con il cono di penombra. Il nostro satellite si trova a circa 30 gradi di elevazione, ormai verso occidente.
In particolare, per questo evento, leclisse sarà molto profonda, con il disco lunare in transito a soli 100 km di distanza dal cono d'ombra della Terra. Questo, richiamando quanto detto in apertura, comporterà un oscuramento decisamente notevole, con un valore di magnitudine di oscuramento pari a 0.9884: praticamente quasi tutto il diametro lunare sarà nel cono di penombra, salvo una porzione decisamente ridotta al bordo meridionale.

De facto la Luna entrerà nel cono di penombra della Terra per circa i 9.8/10 del suo diametro: se andrete ad osservare il nostro satellite nella fase massima noterete con facilità la diminuzione di luminosità della sua superficie. Specie se confrontata con la Luna Piena appena uscita dal cono, e nuovamente molto luminosa.


Se il meteo non assisterà la vostra posizione di osservazione, il servizio online di Slooh.com condurrà una diretta live in streaming, raggiungibile a questo indirizzo: http://main.slooh.com/event/the-full-snow-moon-2/

L'autore dell'articolo, inoltre (e sempre meteo locale permettendo), condurrà una diretta fotografica social sul canale Twitter @AstroPratica (che potete trovare e seguire sulla destra della pagina) e sul canale Facebook AstroPratica con messaggi dedicati, da Stornoway, Ebridi Esterne, Scozia, dove il massimo dell'Eclisse si avrà alla culminazione della Luna sull'orizzonte. 

Come sempre, se riuscirete ad osservare l'evento scrivete le vostre testimonianze sia qui sul blog, nei commenti, sia nei canali Social di Astronomia Pratica citati appena sopra. E se riuscirete a scattare delle foto, inviatele pure tramite gli stessi canali!

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

martedì 3 gennaio 2017

Quadrantidi 2017: uno sciame meteorico da una costellazione scomparsa

Proprio agli inizi dell'anno, ecco pronto uno sciame meteorico da osservare: le Quadrantidi. Uno sciame che ha le potenzialità per raggiungere lo ZHR (Zenithal Hourly Rate - Rateo Orario Zenitale) di 120 meteore all'ora, quindi anche rimanendo poco tempo all'aperto, a causa delle temperature di questo periodo, si dovrebbe riuscire ad osservarne alcune.

Ma perchè parliamo di costellazione scomparsa? Il radiante, ovvero la zona dalla quale sembrano dipanarsi tutte le scie delle meteore, apparteneva ad una costellazione creata dall'astronomo francese Jérôme Lalande, nel 1795: il Quadrante Murale (Quadrans Muralis).


Attualmente questa costellazione è stata abbandonata, e si trova tra l'Orsa Maggiore, l'Aquilone e il Drago. Potete vedere il suo aspetto nell'immagine qui sopra, presa dall'Uranographia di Johann Bode. Ma, cos'è un quadrante murale? L'Enciclopedia Italiana Treccani ci viene in aiuto, dandoci questa definizione, che consiglio di leggere nella sua totale estensione:
"Strumento adoperato dagli antichi per misurare l'altezza degli astri. Un quadrante di cerchio, con due raggi, l'uno orizzontale e l'altro verticale, era fisso a una parete pure verticale e situata nel piano meridiano; su esso si leggevano le altezze degli astri nell'istante nel quale passavano per il meridiano e per conseguenza si avevano le loro declinazioni, nota la latitudine del luogo. I quadranti murali servivano pure alla determinazione dell'istante del passaggio degli astri al meridiano e quindi alla determinazione della loro ascensione retta, noto il tempo sidereo locale. Tale strumento fu noto già agli Arabi; in Europa venne per la prima volta costruito intorno al 1587 da Ticone in Uranienburg. [...] Il quadrante di Ticone permetteva di leggere i 10″. Dopo Galileo la collimazione agli astri si ottenne con cannocchiale provvisto di reticolo. In seguito l'uso del quadrante murale venne limitato alla sola misura delle altezze, giacché per quelle degl'istanti dei passaggi al meridiano erano meglio convenienti gli strumenti dei passaggi, di più facile rettifica. I quadranti murali vennero poi completamente sostituiti dagli strumenti con cerchi completi (cerchi murali e cerchi meridiani), quando si riuscì a superare le difficoltà per costruire grandi cerchi, divisi con precisione sufficiente."
Erano quindi strumenti di studio astronomico di un tempo che può sembrare lontano, ma che in realtà non era poi così distante. Stiamo infatti parlando di soli 400 anni fa, quando si era, in Italia, alla fine del Rinascimento.

Il primo ad osservare e registrare questo sciame fu l'italiano Antonio Brucalassi, che il 2 Gennaio 1825 scriveva nelle sue annotazioni: "l'atmosfera è attraversata... da stelle cadenti". Le Quadrantidi hanno origine dal nucleo estinto della cometa 2003 EH1, rimasta intrappolata nel Sistema Solare interno, con un periodo orbitale di circa 5.5 anni. E proprio durante lo scorso anno, la stessa è transitata al perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole, e questo depone ancora a favore di una buona visibilità di stelle cadenti.

Finora abbiamo parlato un po' della storia di questo sciame, e della sua costellazione scomparsa. Passando invece ad informazioni un po' più pratiche, quando e dove bisogna osservare per poterlo apprezzare?


Nell'immagine possiamo facilmente riconoscere il radiante delle meteore: come detto è situato quasi al centro tra gli asterismi più famosi del cielo settentrionale. Per facilitarvi le cose, vi basterà riconoscere la punta della costellazione dell'Aquilone (Bootes) e salire con lo sguardo fino allo stesso livello dell'ultima stella del 'manico' dell'Orsa Maggiore, o spostarsi sulla linea immaginaria che connette la punta stessa del Bootes alla Stella Polare.

Per il quando, invece, il picco dello sciame si avrà alle 16:00 italiane del 3 Gennaio, ma si potrà osservare una attività minore anche nelle notti precedenti e successive. Le Quadrantidi sono particolari, in quanto l'attività principale è concentrata tutta in un periodo di circa 6/8 ore intorno al picco stesso, quindi occhi al cielo durante questa notte, o domattina prima dell'alba. Armatevi di giacconi e qualche bevanda calda per riuscire a resistere al freddo della notte invernale.

Un consiglio per osservarle è quello consueto di recarsi fuori città e da zone con poca umidità, in modo da minimizzare l'inquinamento luminoso nel cielo. Inoltre, se potete, mettervi con le spalle alle eventuali luci artificiali presenti (ad esempio dietro un muro al margine di una tettoia): questo limiterà la vostra visione del cielo, ma garantirà alla porzione più scura di essere decisamente più apprezzabile. Un altro consiglio che voglio dare è quello di non osservare direttamente verso il radiante in queste situazione, ma a qualche grado da questo. Per quale motivo? Il radiante è il punto dal quale sembrano irradiarsi appunto le scie luminose, ma queste possono attraversare il cielo anche a distanza notevole da questo punto. Quindi muovetevi con lo sguardo, e vedrete che potrete apprezzarne un numero ancora maggiore.

Fotograficamente parlando, se volete tentare di immortalarle, il consiglio è di utilizzare un obiettivo fortemente grandangolare (anche dei fish-eye), aprire il diaframma il più possibile, utilizzare nuovamente un tempo di esposizione elevato (circa sui 30 secondi al minimo) e aumentare il valore dell'ISO in rapporto al vostro cielo (più inquinato dalle luci cittadine sarà, e più l'aumento dell'ISO dovrà essere contenuto).

Come sempre, se riuscirete ad osservare l'evento scrivete le vostre testimonianze sia qui sul blog, nei commenti, sia nei canali Social di Astronomia Pratica. E se riuscirete a scattare delle foto, inviatele pure tramite gli stessi canali!

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

domenica 1 gennaio 2017

I Pianeti del Mese - Gennaio 2017

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall'Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione.



Mercurio: il nuovo anno inizia con un periodo di buona osservabilità mattutina, soprattutto nel corso della seconda decade di gennaio, quando Mercurio arriverà a sorgere quasi un’ora e 40 minuti prima del Sole. Avremo quindi buone possibilità di scorgerlo a Sud - Est tra le prime luci dell’alba. A fine mese l’intervallo di osservabilità si riduce sensibilmente: il pianeta sorge un’ora prima del Sole.


Venere: le prime ore della notte saranno illuminate dallo splendore di Venere, che in questo mese di gennaio raggiunge le condizioni di migliore osservabilità serale. Venere infatti tramonta ben 4 ore dopo il Sole. Sarà opportuno approfittare di queste condizioni molto favorevoli, perché nelle settimane successive il pianeta si abbasserà molto velocemente verso l’orizzonte occidentale e ben presto non sarà più visibile nel cielo della sera (dagli ultimi giorni di marzo e per tutto il resto dell’anno sarà visibile solo al mattino presto). Venere attraversa la costellazione dell’Acquario per entrare nei Pesci il giorno 23. Da segnalare la congiunzione con Nettuno del 13 gennaio.



Marte: le condizioni di osservabilità di Marte sono molto simili a quelle di Venere. Dopo il tramonto del Sole sono entrambi ben visibili a Sud-Ovest. In pratica si assiste ad una sorta di inseguimento, in cui il pianeta più luminoso si avvicina molto lentamente al pianeta rosso, senza riuscire a raggiungerlo: Marte si sposta dall’Acquario ai Pesci, dove fa il suo ingresso il 19 gennaio, alcuni giorni prima di Venere.


Giove: il pianeta gigante è il protagonista della seconda parte della notte. Continuando ad anticipare l’orario del proprio sorgere lo si può vedere culminare a Sud prima del sorgere del Sole e a fine mese già intorno alla mezzanotte apparirà sull’orizzonte ad Est. Giove rimane per tutto il mese nella Vergine, dove sarà in congiunzione con la stella più luminosa della costellazione, Spica, il 20 gennaio.


Saturno: dopo la congiunzione con il Sole dello scorso mese di dicembre, il pianeta con gli anelli riappare al mattino, dopo possiamo individuarlo basso sull’orizzonte orientale, ancora nella costellazione dell’Ofiuco, dove era rimasto per tutto il 2016. Tra le prime luci dell’alba sarà interessante la successione di tre astri : più in basso Mercurio, poi Saturno e, più alto e più verso Sud, Antares, la stella più luminosa dello Scirpione Saturno si trova approssimativamente alla stessa altezza sull’orizzonte di Antares, la stella più brillante dello Scorpione.


Urano: il pianeta è ancora osservabile a Sud-Ovest nella prima parte della notte, anche se le ore disponibili per poterlo seguire in cielo sono destinate a diminuire. Negli ultimi giorni del mese Urano tramonta infatti prima di mezzanotte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per riuscire ad individuarlo si consiglia l’uso di un telescopio. Il pianeta dal 2009 si trova nella costellazione dei Pesci, dove è destinato a rimanere anche per tutto il 2017.


Nettuno: abbiamo lasciato Nettuno in una congiunzione stretta con Marte proprio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Come già segnalato, il giorno 13 si verifica la congiunzione con Venere. Il pianeta è quindi osservabile anch’esso a Sud-Ovest nelle prime ore della sera, anche se la sua luminosità è estremamente inferiore a quella di Marte e Venere, tanto da rendere necessario l’ausilio di un telescopio per poterlo individuare. Anche nel 2017 Nettuno rimane per tutto l’anno nella costellazione dell’Acquario, dove è entrato nel 2011 per rimanervi per un lungo periodo, fino al 2022.


Plutone: Plutone è inosservabile: il 7 gennaio si trova infatti in congiunzione con il Sole. Per vederlo ricomparire al mattino sarà necessario attendere alcune settimane: data la sua luminosità, estremamente bassa, prima di riuscire ad osservarlo con il telescopio bisogna attendere che si trovi abbastanza alto sull’orizzonte orientale prima della comparsa delle luci dell’alba. Plutone si trova ancora nella parte alta del Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino al 2023.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

La Luna del Mese – Gennaio 2017

Vediamo nel dettaglio, giorno per giorno, le fasi lunari che potremo osservare durante tutto il mese di Gennaio 2017, grazie all’immagine a calendario che ci aiuta nel riunirle facilmente in un singolo colpo d'occhio (© Calendar12).


A questo link la troverete invece in una versione ad alta risoluzione, che potete anche stampare per avere un promemoria sempre con voi, oppure tenere comodamente sul vostro pc o dispositivo mobile.

Primo Quarto
05 Gennaio
20:47
Luna Piena
12 Gennaio
12:34
Ultimo Quarto
19 Gennaio
23:13
Luna Nuova
28 Gennaio
01:07

Ma ricordate, la nostra Luna mostra in ogni caso qualcosa di differente giorno per giorno, e se ne si ha la possibilità avendo a disposizione telescopi di piccola e media grandezza e tempo da dedicare, anche nell'arco di una sola notte! Quindi, vale sempre alzare gli occhi al cielo notturno, e osservarla, sia da vicino che da lontano!

Di seguito la tabella che mostra giorno per giorno gli orari di alba e tramonto del nostro satellite, riferiti alle latitudini medie italiane.



 (Le effemeridi sono prese dal sito www.marcomenichelli.it-)


Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

Tutta la Luna nel 2017!

Diamo uno sguardo a tutto quel che riguarda la Luna per tutta la durata del prossimo anno, elencate mese per mese sulle singole righe. Il merito di questo lavoro va ad Andrew Cool, del sito australiano SkippySky.


Potete trovarne una versione a maggior risoluzione qui, se desiderate stamparla o conservarla sul vostro pc/dispositivo mobile.

Potrà essere molto utile se volete pianificare, ad esempio, delle sessioni osservative e fotografiche di profondo cielo, concentrando gli obiettivi nelle notti in cui siamo vicini alla fase di Luna Nuova, dato che tutti sappiamo quanto la luce lunare possa rendere lattiginoso il cielo notturno, e quindi nascondere i dettagli più fini in questo tipo di fotografie o osservazioni.
Inoltre, potete utilizzarlo per pianificare anche le osservazioni lunari, osservando la fase e quindi decidendo se e quando scattare fotografie.

Di seguito, alcuni degli eventi principali, riguardanti l'Italia, che coinvolgono la Luna per tutto il 2017:
  • 5 Febbraio: La Luna occulta la stella principale della Costellazione del Toro, Aldebaran.
  • 11 Febbraio:  Eclisse di Penombra totalmente visibile dall'Italia, dalle 23:34 (10 Febbraio) alle 3:53.
  • 28 Aprile: La Luna occulta la stella principale della Costellazione del Toro, Aldebaran. Visibilità parziale del nostro paese. 
  • 8 Giugno: Luna Piena d'Apogeo ('MiniLuna'): la più piccola in dimensioni apparenti, a 406401 km dalla Terra.
  • 7 Agosto: Eclisse Parziale di Luna, osservabile dall'Italia direttamente al sorgere del satellite, dalle 19:23 alle 21:21.
  • 4 Dicembre: Luna Piena di Perigeo ('SuperLuna'): la più grande in dimensioni apparenti, a 357495 km dalla Terra. 
  • 8 Dicembre: La Luna occulta Regolo, la stella principale della Costellazione del Leone. Evento parzialmente visibile dall'Italia.
  • 31 Dicembre: La Luna occulta Aldebaran, la stella principale della Costellazione del Toro. Evento parzialmente visibile dal nostro paese.
In conclusione, andiamo a vedere con questo filmato -a cura della NASA, con immagini dalla sonda LRO/Lunar Reconaissance Orbiter- della durata di circa cinque minuti, tutte le fasi, le librazioni e la posizione rispetto alla Terra, della nostra Luna. Consiglio di osservarlo a tutto schermo, e a piena risoluzione!


Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca